morgante 2Caporedattore di Rai Sicilia,  ripercorre insieme ai ragazzi del GIFT il variegato percorso di esperienze che ha attraversato per giungere a ricoprire un illustre ruolo, non mancando di offrire curiosità e consigli ai presenti .

Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo –successivamente anche una laurea in Scienze Sociali- con l’obiettivo unico quello di diventare magistrato. Poi, però, la passione prevale, e, nonostante una prima opposizione da parte dei genitori, inizia ad inserirsi nel mondo del giornalismo. Ottiene le prime collaborazioni con  periodici e televisioni locali, e ben presto diventa  corrispondente a Palermo per L’Avvenire prima, per il Sole24ore poi. Da qui, il passo è breve per il passaggio in RAI: si occupa di economia, dell’Assemblea regionale siciliana,e riesce nello stesso tempo ad insegnare presso la Facoltà Teologica di Palermo. Nel 2000 lavora a Roma, per conto del TG3, in occasione del Giubileo; tale evento gli consente di ritornare a Palermo con la qualifica di “inviato”. Nel giro di tre anni circa, diventerà caporedattore di Rai Sicilia.

morgante bozzaMorgante spiega ai presenti cosa realmente fa un caporedattore: leader della redazione – più un manager che un giornalista –  indica ai suoi colleghi le linee guida della programmazione regionale (la linea editoriale), li coordina, gestendo il budget assegnato dalla sede centrale. In particolar modo ci si sofferma sulla linea editoriale. Conscio della negatività dell’informazione ansiogena, Morgante ha dato un’impostazione più particolare ai programmi offerti da RaiSicilia (TgR, BuongiornoRegione, Giornale-radio) mirando certamente ad offrire al pubblico un servizio di informazione completo, ma facendo in modo di conciliare alla dovuta attività di denuncia quella che lui definisce come “attività promozionale del Bene siciliano” : denunciare il male, ma accendendo le luci su quanto di buono troviamo in Sicilia.

Si affronta inoltre il tema dell’evoluzione tecnologica (e le sue conseguenze) in campo mediatico, dove la concorrenza oggi è composta anche dai singoli che interagiscono sul web, da quanti grazie ad uno smart-phone sono potenzialmente “cittadini-giornalisti”: Vincenzo Morgante, pur auspicando sinergia tra le varie fonti, non nega di temere i rischi che una simile “informazione non formata” possa comportare, sia in campo prettamente giornalistico, ma anche, sotto un profilo di più ampio respiro, per quanto riguarda ad esempio le conseguenze della diffusione di notizie non accertate o dell’assenza di criteri deontologici di quanti operino in veste amatoriale.

morgante prova3A chi chiede indicazioni su come intraprendere la carriera giornalistica, Morgante sottolinea la necessità di una forte passione in primis -in virtù delle avversità notevoli che si devono quasi categoricamente affrontare durante la gavetta– unita ad una solida preparazione, senza trascurare chiaramente la formazione personale: i due pericoli del giornalismo – il protagonismo ed il seguire la moda – in cui incorrono quanti perdono la propria umiltà e trascurano l’aspetto del servizio –del  ministerium, ribadisce più volte- possono purtroppo condurre a tralasciare il dovere dell’informazione, di andare controcorrente, di raccontare tutto “con etica e con verità” per un mero appagamento di sé, ma finendo col danneggiare notevolmente il pubblico, e l’informazione stessa.

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